Studio Riva Nessun commento

Vuoi adeguarti?

>>> CONTATTACI <<<

Siamo esperti di prevenzione incendi e sicurezza nei condomini forti di 12 anni di esperienza sul campo!

 

Premessa sul nuovo decreto

L’evento che più recentemente ha colpito l’attenzione internazionale in tema di sicurezza in caso d’incendio è avvenuto la notte del 14 giugno 2007 ed ha coinvolto la Grenfell Tower di Londra, un grattacielo di 24 piani situato nel quartiere di North Kensington, nel quale persero la vita 72 persone.

Dopo la tragedia di Londra, è parsa chiara la necessità di porre una maggiore attenzione alla gestione delle emergenze in caso d’incendio negli edifici di civile abitazione. Per fare questo è necessario rendere efficaci le conoscenze degli occupanti sul comportamento dei materiali, sulle misure di protezione attiva e passiva all’incendio. Prima infatti questi aspetti, soprattutto in Italia, riguardavano per lo più i luoghi di lavoro come aziende, uffici e fabbriche (D.M. 81/08, D.M. 10/03/98, D.M. 22/02/06).

Oltre a quanto già detto, nello specifico, la statistica è ciò che ha spinto vigili del fuoco e ministero dell’interno all’emanazione del nuovo decreto. Dai dati degli ultimi anni infatti la maggior parte degli infortuni e dei decessi in caso d’incendio è avvenuta in appartamenti e locali di abitazioni.

Il 5 febbraio 2019 dunque, sulla Gazzetta Ufficiale n°30 è stato pubblicato il D.M. 25/01/19: “Modifiche ed integrazioni all’allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione. Questo nuova norma va ad integrare quella già esistente ponendo l’attenzione sulla sicurezza degli occupanti e sulle facciate, questioni prima mai trattate in Italia.

Chi riguarda la norma?

La nuova normativa riguarda gli edifici con altezza antincendio uguale a superiore a 12 m.

Entro quanto è obbligatorio mettersi a norma

Le disposizioni previste dalla nuova norma saranno applicate agli edifici di nuova realizzazione, mentre per gli edifici esistenti sarà obbligatorio adeguarsi entro:

  • un anno (6 maggio 2020) per la gestione della sicurezza antincendio e misure preventive, ovvero predisposizione del piano di emergenza/evacuazione (per tutti gli edifici a partire da 12 m);
  • due anni (6 maggio 2021) per l’installazione, ove prevista, degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza (per gli edifici con H antincendio > 54m)

ATTENZIONE – Il mancato adeguamento ai disposti di cui al D.M. 25/01/2019 è paragonato alla mancata alla mancanza del certificato di prevenzione incendi C.P.I. (oggi SCIA), pertanto è reato penale per il responsabile (amministratore di condominio).

Purtroppo ad oggi non risultano concesse deroghe alle scadenze previste dal D.M. 25/01/19 anche a seguito della situazione di emergenza generata dal Corona Virus. Adeguarsi il prima possibile!

Cosa è necessario fare?

Le attività da eseguire per ogni edificio sono attribuite in relazione al Livello di Prestazione (L.P.) il quale viene assegnato secondo lo schema di seguito indicato:

  • P. 0 per gli edifici con altezza antincendi da 12 m a 24 m;
  • P. 1 per gli edifici con altezza antincendi oltre 24 m fino a 54 m;
  • P. 2 per gli edifici con altezza antincendi oltre 54 m fino a 80 m;
  • P. 3 per gli edifici con altezza antincendi oltre 80 m.

Di seguito si riporta un estratto degli artt. 9-bis.3.1 e 9-bis.3.2 del D.M.25/01/19 con quanto previsto per i soli edifici con livello di prestazione “0” e “1” in quanto rappresentano la maggioranza.

Quindi? Come si rispetta la norma?

Purtroppo il decreto indica gli obblighi dell’amministratore di condominio, ma non chiarisce esattamente come poterli assolvere. Il sottoscritto Geom. Riva Davide, in qualità di esperto di prevenzione incendi è stato uno dei primi a studiare la problematica ed a dare una soluzione su cosa operativamente fare. La necessità di produrre documentazione scritta a testimonianza di aver ottemperato alle disposizioni normative è palese se si assimila per esempio la sicurezza in condominio a quella nei cantieri regolamentata dal D.lgs 81/08.  Supponiamo che il coordinatore della sicurezza (resp. della sicurezza del cantiere) durante un sopralluogo scorga un operaio passeggiare sul tetto senza alcuna protezione. Il coordinatore provvederà ad ammonire (solo verbalmente) il lavoratore intimandogli di scendere subito e di non ripetere tale comportamento. Il giorno successivo lo stesso operaio sale nuovamente sul tetto, ma accidentalmente cade e perde la vita. Nel processo giudiziario per stabilire le responsabilità dell’accaduto il coordinatore non può dimostrare di aver compiuto il proprio dovere perché non ha nulla di scritto sul rimprovero fatto al lavoratore. Il D.lgs 81 non prescrive che sia necessario produrre verbali di sopralluogo a carico del coordinatore della sicurezza, ma ormai è prassi farlo per tutelarsi in eventuali sedi giudiziarie. Stesso concetto vale per il D.M. 25/01/2019

Di seguito un’indicazione dei vari obblighi previsti dalla normativa e della risposta proposta (sono stati presi in considerazione gli immobili fino a 54 m di altezza, per gli altri edifici è necessaria un’analisi personalizzata caso per caso).

La nostra è diventata ormai la prassi consolidata e consigliata dalle principali associazioni di categoria (es. ANACI Milano).

Il D.M. 25/01/2019 parla anche di facciate

Il D.M. 25/01/2019 all’art. 2 (requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici di civile abitazione) definisce gli accorgimenti che devono adottare per le facciate gli edifici di nuova costruzione e quelli che sono oggetto di interventi di rifacimento per una superficie superiore al 50% delle stesse. Queste disposizioni non si applicano per gli edifici di civile abitazione per i quali alla data di entrata in vigore del presente decreto (06/05/2019) siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di realizzazione o di rifacimento delle facciate già in possesso degli atti abilitativi rilasciati dalle competenti autorità. Questa parte del decreto non tratta le classiche facciate intonacate (o piastrellate) per le quali non cambia nulla, ma parla dei sistemi di facciate ventilate e simili (ovvero con applicazione di pannellature). Si è posta particolare attenzione ai materiali ed alle tecniche costruttive in modo da evitare o limitare in caso d’incendio la caduta di parti di facciata che potrebbero ostacolare l’esodo degli occupanti o gli interventi di soccorso.

Devo cambiare i cartelli già esistenti che ho installato nel condominio?

Il 18 ottobre 2012 è entrata in vigore la norma UNI EN ISO 7010:2012, una norma che prescrive i segnali di sicurezza da utilizzare nella prevenzione degli infortuni, nella protezione dal fuoco, per l’informazione sui pericoli alla salute e nelle evacuazioni di emergenza. La norma contiene una raccolta di simboli armonizzati riconosciuti universalmente (almeno a livello europeo). Con la pubblicazione della norma UNI, avvenuta il 18 ottobre 2012, sono state ritirate le precedenti norme nazionali, secondo quanto previsto dal regolamento di recepimento del Comitato Europeo di Normazione (CEN).

Ad oggi, la nuova normativa UNI EN ISO 7010:2012 sulla segnaletica di sicurezza non vieta la circolazione dei segnali già contenuti nel Decreto legislativo 81/2008 (da allegato XXIV a XXXII). E dunque riguardo alla segnaletica già installata non c’è obbligo di modifica. È tuttavia possibile sostituirla con i nuovi cartelli e pittogrammi in conformità con quanto indicato dal Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (All. XXV, punto 1.3):

Questi i nuovi segnali (pittogrammi relativi alla sola gestione delle emergenze):

 

Vuoi adeguarti?

>>> CONTATTACI <<<

Siamo esperti di prevenzione incendi e sicurezza nei condomini forti di 12 anni di esperienza sul campo!

decretoINT25gen19

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *