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Lavori in casa in primavera: quali lavori fare in primavera

Lavori in casa in primavera: da dove cominciare.

È naturale pensare a dare una nuova identità o a portare delle nuove idee alla propria abitazione, una volta cambiata la stagione. Specialmente in primavera, dove i colori della natura e l’atmosfera generale, assumono una nuova vitalità da tanti punti di vista.

Solo che per fare nuovi lavori in casa in primavera non basta avere buone idee e la buona volontà, ma bisogna sottostare a precise regole strutturali e seguire le giuste indicazioni per fare un lavoro a regola d’arte.
Per forza di cose, non si può essere degli esperti nel campo e conoscere tutte le sfaccettature e i fattori da tenere in considerazione per mettere in atto dei lavori di un certo calibro, per questo è necessario affidarsi a dei professionisti che conoscano appieno il settore e possano dirigere i lavori per esaudire i nostri desideri realizzando opere di qualità e fornendo consulenza anche per eventuali pratiche edilizie o catastali da presentare.

Nei prossimi paragrafi vedremo illustrati alcuni degli esempi e delle idee utili alla causa e come poterle realizzare con l’aiuto di uno studio di specialisti che lavora ed opera nei minimi dettagli. E come soprattutto cominciare a mettere in pratica queste idee, come strutturare un piano di lavorazione e come portarlo a termine senza andare incontro a spiacevoli inconvenienti.

 

Lavori in casa in primavera: dare un nuovo colore all’ambiente

Una delle possibili soluzioni per cambiare volto alla nostra abitazione è indubbiamente quella di cambiare il colore agli ambienti, eliminando il grigiore e la cupezza tipiche delle stagioni invernali.

Una prima regola da seguire è sicuramente quella di programmare l’imbiancatura totale delle pareti una stanza alla volta. A seconda dell’esposizione della luce, del tipo di ambiente e del tipo di effetto che vorremo donare alle pareti, sceglieremo colori o carte da parati in linea con la nostra idea, facendoci magari aiutare dagli addetti del negozio di fai-da-te in cui andremo ad acquistare il materiale necessario.

L’importante è partire con una stanza alla volta, iniziando a spostare i mobili verso il centro della stanza e coprendoli con del cellophane per evitare di sporcarli, così come il pavimento.Basteranno pochi giorni, e forse anche uno a seconda di quanti ambienti sono stati presi in considerazione, per avere una casa nuova! Vi sorprenderete quanto una riverniciata alle pareti possa cambiare volto alla vostra casa.

 

Lavori in casa in primavera: ricostruire un ambiente

Se questo non dovesse bastare a soddisfare le nostre esigenze, perché non pensare di ricostruire o rimodellare un particolare ambiente? Magari creando delle divisioni in cartongesso oppure aprendo delle arcate in un muro già presente per unire due ambienti.

Ed è qui che bisogna prestare un po’ più di attenzione alle normative.

È giusto e opportuno avere un’idea e seguire la propria ispirazione, ma è necessario rivolgersi a degli esperti che possano indicarci cosa possiamo fare e cosa sarebbe meglio evitare. Attraverso uno studio accurato della planimetria e dei documenti necessari, si potrà strutturare insieme un progetto che abbia come principale obiettivo quello di ridare vitalità ad un ambiente.

Ad esempio, quando si tratta lo spostamento o l’abbattimento di muri, è necessario effettuare una pratica di aggiornamento catastale (DOCFA) onde evitare di incorrere in sanzioni e pratiche di sanatoria.

 

Le famose “pulizie di primavera”

Un’altra importante questione che non si può trascurare prima di concedersi a grandi stravolgimenti e cambiamenti radicali è quella relativa alla pulizia. Difatti, è bene in questo periodo programmare del tempo da dedicare esclusivamente alla pulizia di tutti gli ambienti e nei minimi dettagli: vetri e infissi, tendaggi, piastrelle, interno di mobili pensili, angoli nascosti e angusti…etc.

Questo ci aiuterà già da sé a ridare freschezza alla nostra casa e contemporaneamente sarà fonte di ispirazione. A volte è semplicemente un ambiente trascurato a farlo sembrare privo di potenziale, e dunque irrecuperabile!

 

Avere le idee chiare non basta.

Ebbene si, come ribadito precedentemente non basta avere la volontà e delle idee che sembrano funzionare per far sì che lo siano davvero. Difatti, qualsiasi lavoro si pensa debba essere fatto, e qualsiasi sia l’idea di fondo che ha dato vita alla decisione, è fondamentale rivolgersi a dei professionisti che sappiano dove mettere mano e possano aiutarvi ad eseguire i lavori nel modo migliore possibile e rispettando le normative vigenti in materia.

 

La nostra professionalità a tua disposizione per i tuoi lavori primaverili

Ecco perché da diverso tempo Riva Group è preparato e aggiornato su qualsiasi sia la vostra esigenza in tal senso, e può aiutarvi sia dal punto di vista delle opere edili che nel disbrigo delle relative pratiche.

Vi invitiamo a contattarci per avere maggiori informazioni o per parlarci della vostra idea e del progetto che vorreste realizzare!

 

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Lavori in casa e permessi necessari: la guida completa

Lavori in casa, da dove iniziare

Decidere di eseguire in casa lavori di ristrutturazione è sicuramente un passo molto impegnativo, ma se affrontato con le idee chiare e il giusto supporto può diventare un’occasione di riqualificazione per il nostro immobile.

Per capire da dove iniziare, è utile prima di tutto decidere se la casa è solo da rinnovare, magari abbattendo solo un muro o sostituendo le finiture, o se è interamente da ristrutturare, intervenendo quindi anche sulla struttura. Infatti, in base al tipo d’intervento edilizio vanno presentate determinate pratiche, ed è qui che vengono in nostro aiuto tecnici e geometri, occupandosi di valutare i lavori, progettare e presentare tutti i documenti necessari al catasto e al comune, ove necessario.

 

Permessi per ristrutturare casa
Quali sono le autorizzazioni per ristrutturare casa

Il Decreto Legge n.222 del 2016, ha stabilito tutta una serie di semplificazioni per i cittadini e le imprese grazie alle quali si è certi di produrre i giusti documenti per iniziare i lavori in casa in tutta tranquillità. Viene fornito un elenco di lavori edilizi per ognuno dei quali si specifica se serva presentare la SCIA o la CILA.

Che cosa sono queste due certificazioni?

Per quanto riguarda la SCIA, cioè la segnalazione certificata d’inizio attività, questa deve essere presentata se i lavori interessano le parti strutturali dell’edificio e si tratta quindi di manutenzione pesante, che comporta anche modifiche nella volumetria. La CILA, ossia la certificazione d’inizio lavori asseverata, si presenta invece nei casi in cui la ristrutturazione preveda interventi semplici e di manutenzione straordinaria leggera.

Esiste poi un’edilizia libera che non richiede permessi, in questa rientrano piccoli interventi come pavimentazioni, installazioni di pannelli solari o eliminazioni di barriere architettoniche. Il certificato DIA, denuncia d’inizio attività, è invece un’alternativa al permesso a costruire ed è presentata presso il Comune in caso di lavori edilizi semplici, come ampliamenti o recupero di sottotetti.

Se i lavori di ristrutturazione prevedono demolizione e/o ricostruzione allora è necessario il permesso ai lavori, questo è presentato al Comune che entro 60 giorni rilascia l’autorizzazione per l’inizio dei lavori.

 

Lavori in casa
Miglioramenti e agevolazioni dopo i lavori in casa

Qualunque sia la documentazione necessaria, è sempre richiesto l’intervento di tecnici specializzati che possano valutare, sotto ogni punto di vista, i lavori da fare e le leggi da seguire. In certi casi, se nella ristrutturazione c’è stata una modifica dell’immobile, come per esempio un suo ampliamento, il tecnico dovrà comunicare al catasto edilizio le modifiche entro trenta giorni dalla fine dei lavori.

Il catasto si occupa, infatti, di raccogliere tutti i dati degli immobili per calcolarne le rendite e quindi le tasse e le imposte. Da qui l’evidenza della necessità di affidare i lavori a esperti del settore, che sapranno gestire ogni cosa con professionalità.

Altro importante documento da richiedere in caso di ristrutturazione è l’APE, l’attestato di prestazione energetica, che descrive le caratteristiche energetiche dell’edificio. Anche questo certificato è obbligatorio per legge e va redatto da tecnici come geometri e ingegneri.

E’ uno strumento importante perché permette di valutare l’efficienza energetica di un edificio aumentandone il valore grazie ai consumi energetici più bassi, ottenuti con i lavori di ristrutturazione. Importante agevolazione esistente è la possibilità di detrarre le spese sostenute per la riqualificazione energetica di un edificio, al 65% se la spesa è stata sostenuta dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2018, per la maggior parte dei lavori, al 50% dal 1 gennaio 2018 in poi, anche per acquisto e posa in opera d’infissi e finestre e impianti di climatizzazione invernale.

La Legge di Bilancio 2018 ha inoltre stabilito e confermato la detrazione fiscale del 50% dei lavori di ristrutturazione anche per quelli avviati dall’1 gennaio 2018, e riguarda tutti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro su unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale. Si può chiedere la detrazione se, per esempio, s’installa un ascensore, se sono sostituiti gli infissi o se si costruiscono scale interne e molti altri. Interessante è anche l’Ecobonus del 50% delle spese sostenute, ossia la possibilità di avere sconti fiscali per chi esegue lavori in casa e ha bisogno di acquistare mobili e grandi elettrodomestici.

 

Ristrutturare casa
Permessi e autorizzazioni. A chi rivolgersi

A questo punto risulta chiaro che il primo passo da fare per ristrutturare la nostra casa è certamente quello di affidarsi a persone esperte che seguano tutto il procedimento dall’inizio alla fine.

Riva Group si occupa della gestione di tutte le esigenze riferite sia agli interventi di ristrutturazione sia alle pratiche necessarie. È, infatti, possibile contare su un’impresa interna al gruppo, la Riva s.a.s., che gestisce tutto il processo di ristrutturazione dell’immobile con i migliori professionisti del campo, e sullo Studio Tecnico Riva con anni di esperienza nel campo dell’edilizia, mettendo così a disposizione dei propri clienti tutta la professionalità necessaria in un unico punto di riferimento per ogni tipo di necessità.

 

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Umidità e muffa in casa: da cosa è causata e come sconfiggerla

 

Muffa sui muri, umidità in casa: cosa sono?

L’umidità in casa, e la conseguente muffa sui muri, è un problema molto comune in casa. Si tratta di un fungo che oltre a rovinare l’estetica della vostra abitazione, può portare con sè anche dei problemi respiratori, soprattutto in soggetti allergici, nei bambini e negli anziani. Fortunatamente, è un problema che con interventi precisi e mirati può essere eliminato alla radice: per questo è fondamentale rivolgersi ad esperti in grado di individuarne la causa.

 

Quali sono le cause di muffa o umidità in casa?

La muffa, al momento della sua comparsa sui muri della vostra abitazione, è indice del fatto che si è venuto a creare un ambiente umido all’interno della vostra casa.

Le cause che portano umidità, provocando la comparsa di muffa sui muri di casa, sono molteplici. Qui di seguito, vi presenteremo un elenco dei motivi che provocano la tanto fastidiosa ed indesiderata muffa:

  • umidità da costruzione: nel caso in cui la vostra casa sia stata costruita da poco, può capitare che, magari per concludere i lavori più velocemente, l’acqua utilizzata per la preparazione del materiale di costruzione non sia stata fatta evaporare del tutto, rilasciando in seguito l’umidità all’interno della casa quando già ci avete traslocato e la state abitando;
  • umidità da infiltrazioni: spesso dovute al deterioramento o alla rottura di tubature, quindi alla perdita di acqua corrente proprio all’interno dei muri, che siano quelli di casa vostra oppure quelli dei vicini, nel caso abitiate in condominio. Spesso questo tipo di umidità in casa è facilmente individuabile se si tratta di grosse perdite, ma nel caso si trattasse di piccole perdite, potreste anche non accorgervene fino al comparire della muffa sui muri;
  • umidità da condensa: si tratta di una delle cause più comuni dell’umidità in casa, dovuta alla condensa di vapore acqueo per via della differenza di temperatura tra la parete all’interno ed il muro all’esterno, come nel caso di pareti esposte verso l’esterno dell’edificio, oppure come nel caso di appartamenti al piano terra, dove il ponte termico si forma tra il pavimento ed il terreno, o tra il pavimento e lo spazio vuoto sottostante, come nel caso in cui vi siano cantine o autorimesse.
  • umidità da risalita: è causata dall’acqua presente naturalmente nel terreno, la quale risale capillarmente, dal basso verso l’alto, all’interno del materiale edile presente nelle murature della vostra abitazione. Il muro, in questo caso, è come se assorbisse l’acqua dal terreno, per poi progressivamente deteriorarsi e dare origine a muffa in casa.

umidità in casa, umidità sui muri

Come risolvere il problema dell’umidità in casa e della muffa sui muri?

I trattamenti edili per risolvere il problema dell’umidità in casa vanno valutati e considerati attentamente da un professionista, in modo da poter eliminare il più rapidamente possibile la muffa sui muri, per evitare che essa rovini i vostri mobili e, ancora peggio, la vostra salute.

Inoltre, ricorrere ad un esperto permette di risparmiare non soltanto tempo, ma anche denaro, evitando di ricorrere a rimedi tanto inutili quanto costosi. Girando nei supermercati avrete sicuramente visto diversi prodotti spray, spesso a base di cloro, utili per rimuovere la muffa in casa. Questo tipo di intervento può essere utile per in un breve periodo, più che altro per pulire i muri. Tuttavia non elimina la causa scatenante la muffa sui muri, la quale tenderà a ripresentarsi quanto prima, ricreandosi come aveva fatto in precedenza. Diverse fonti di umidità, vogliono dire diverse modalità di intervento. Ora vi descriveremo i metodi principali per eliminare il problema dell’umidità in casa alla radice, esaminandoli caso per caso.

Risolvere il problema dell’umidità da costruzione

Il problema dell’umidità da costruzione, se valutato e riconosciuto correttamente in quanto tale da un esperto, è il più semplice da risolvere, in quanto…si elimina da sè, una volta evaporata l’acqua presente nei materiali di costruzione del vostro muro. È importante comunque non sottovalutare mai la presenza di umidità in casa, soprattuto in caso di nuova costruzione, ed è fondamentale ricorrere a dei professionisti per evitare di confondere una causa di umidità con un’altra, quindi anche per limitare i danni.

Risolvere il problema dell’umidità da infiltrazioni

Il problema dell’umidità da infiltrazioni può essere particolarmente fastidioso, sopratutto in contesti condominiali, dove le tubature rotte di un appartamento, o del condominio stesso, possono creare umidità all’interno della vostra casa, oppure viceversa, le vostre tubature possono creare danni all’interno delle case dei vicini. Queste situazioni danno spesso origine a contenziosi, o comunque malumori, rovinando, oltre ai muri, anche i rapporti col vicinato. Per questi motivi è necessario intervenire il più velocemente possibile, ricorrendo ad idraulici professionisti, in grado di individuare rapidamente la tubatura che ha causato la perdita, ed è importante non sottovalutare la presenza di macchie sui muri, anche piccole, che possono dare origine a muffa sui muri, in quanto potrebbero essere sintomatiche di una seppure piccola perdita di acqua dalle tubature. umidità in casa, muffa sui muri, muffa in casa

Risolvere il problema dell’umidità da condensa

Il problema dell’umidità da condensa può essere risolto in svariati modi, avendo cura di effettuare un’attenta valutazione dell’entità del danno causato dall’umidità in casa , ed una corretta individuazione delle zone di ponte termico che danno origine alla muffa sui muri. Si possono eseguire interventi localizzati, mirati ad eliminare il problema della differenza di temperature proprio nella zona dove essa ha origine. In questi casi si può ricorrere ad intonaci anticondensa e antiumidificanti, cioè speciali intonaci isolanti in grado di fare da scudo al vostro muro originario, difendendolo dall’umidità. Questo tipo di intonaci, oltre a proteggere il muro dal ponte termico, offrono il vantaggio di mantenerlo più caldo in inverno e più fresco in estate. Si tratta di intonaci da applicare sia all’interno della vostra casa che all’esterno, e sono una valida soluzione al problema della muffa in casa causata da condensa. Ci sono altre soluzioni ottimali per risolvere il problema dell’umidità in casa, soprattutto nel caso di villette indipendenti o a schiera, per esempio il cappotto termico esterno, nel caso di muffa sui muri, oppure l’applicazione di teli protettivi, principalmente nella zona del tetto, o mansarda. Per quanto riguarda il cappotto termico, si tratta di un sistema di coibentazione dei muri verso la parte umidificante, ovvero l’esterno, realizzato a partire dall’applicazione di pannelli di materiale isolante all’esterno, proprio come un cappotto che va a coprire e proteggere i muri di casa vostra. I materiali isolanti utilizzati per i pannelli variano a seconda del budget che si ha a disposizione, e del tasso di umidità presente, e possono essere sughero, fibre di legno, oppure materiali plastici come il polistirene. Il vantaggio principale di un’intervento del genere, è quello di eliminare il problema del ponte termico, permettendo al muro interno di mantenere costantemente una temperatura ottimale che renda impossibile il formarsi di muffa sui muri. Inoltre, agendo sulla parete esterna, non si sottraggono metri utili all’interno della vostra stanza, ed in più avrete un incremento della classe energetica. Trattandosi di un intervento decisamente importante, per realizzarlo sarà necessario aprire una pratica di ristrutturazione edilizia presso uno studio tecnico affidabile, magari in grado di fornirvi anche un team di professionisti assolutamente competenti per realizzarlo.

Nel caso in cui l’umidità in casa riguardi la parte alta della vostra abitazione, una buona soluzione può essere quella di isolare la zona del tetto, in modo da abbattere il ponte termico. In questo caso si ricorre ai sopracitati teli protettivi, ovvero dei tappeti traspiranti che svolgono una funzione protettiva, in maniera da bloccare il passaggio di eventuale acqua, e mantenere la casa asciutta e priva di umidità.

Altre soluzioni, decisamente più economiche ma sicuramente meno efficaci, sono rappresentate da deumidificatori, oppure da impianti di ventilazione controllata, in grado di proteggervi dalla muffa in casa nei casi meno gravi di umidità all’interno delle vostre abitazioni.

Risolvere il problema dell’umidità da risalita

Il problema dell’umidità da risalita può essere risolto, in maniera professionale, da sistemi di antiumidità a barriera, chimica oppure elettrofisica, applicabili tramite iniezione di liquido impermeabile all’interno della muratura, oppure di un dispositivo in grado di creare un campo magnetico in grado di bloccare l’acqua in risalita. Un altro tipo di intervento, più rilevante, è quello di inserire un’intercapedine orizzontale o verticale in corrispondenza delle fondamenta, quindi principalmente in fase di costruzione, dove inserire una struttura in grado di bloccare definitivamente l’acqua in risalita dal terreno, quindi di risolvere a priori il problema dell’umidità in casa.

 

A chi rivolgersi per sconfiggere il problema dell’umidità in casa e/o della muffa sui muri?

Per risolvere i problemi di umidità in casa, muffa in casa, muffa sui muri, conviene sempre rivolgersi a professionisti del settore, seri ed affidabili, che siano in grado di risolvere il problema a lungo termine non solo eliminando il muffa ma curando anche l’origine della sua comparsa!

 

Riva Group, grazie alla collaborazione di impresa edile e studio tecnico, è in grado di fornire a prezzi imbattibili sia i lavori di sanificazione che eventuali pratiche catastali/edilizie ad essi connesse.

 

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Ristrutturare il bagno: cosa bisogna fare, quanto costa, quali pratiche servono?

La guida per ristrutturare il bagno di casa

 

Gli interventi di ristrutturazione sono indispensabili sia per contribuire alla manutenzione ordinaria della nostra casa, sia nel caso in cui si parli di una casa antica appena acquistata. Il bagno, fra tutti gli spazi della casa, è quello che necessita di maggior manutenzione e che, spesso, potrebbe risultare rovinato o demodè.

Ristrutturare il bagno: cosa bisogna fare

Prima di ristrutturare il bagno è necessario stabilire la tipologia di intervento che si ha intenzione di realizzare. Questa può essere completa, e rivoluzionare così l’intero bagno, oppure parziale. Generalmente le fasi di una ristrutturazione completa sono cinque. Si inizia con la rimozione completa della pavimentazione, delle piastrelle e del massetto. In seguito si procede con la realizzazione del nuovo impianto idraulico e elettrico, oppure la modifica di quello già esistente. Poi si passa alla ristrutturazione delle pareti e dell’intonaco, successivamente si prosegue con il posizionamento delle nuove piastrelle e sanitari. Infine si effettua la tinteggiatura.

 

Meglio una ristrutturazione completa o parziale?

La ristrutturazione deve tenere conto di molteplici fattori prima di essere effettuata, non solo riguardanti lo stile della nostra casa, ma anche gli aspetti igienici e sanitari: un bagno con infiltrazioni e muffe non può essere certamente un ambiente salubre.

Per quel che riguarda lo stile e la personalità del nostro bagno non ci resta che sbizzarrirci: anche un semplice cambio di piastrelle può mutare totalmente l’aspetto della sala da bagno. Una volta scelte le piastrelle, magari antiscivolo grazie ai nuovi materiali presenti sul mercato, sarà il caso di optare per dei sanitari che si abbinino perfettamente, siano questi moderni o classici.

Un altro elemento da tenere in considerazione per ristrutturare il bagno è la tipologia di sanitari da scegliere, questi sono disponibili infatti sia sospesi, sia posizionati a terra. La scelta deve essere comunicata anticipatamente, questo comporterà un differente posizionamento delle tubature e degli impianti idraulici.

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Agevolazioni e detrazioni fiscali per ristrutturare il bagno

Il principale vincolo per beneficiare delle detrazioni fiscali per ristrutturare il bagno è che questo deve far parte di un complesso abitativo e residenziale. Non beneficeranno delle agevolazioni, quindi, coloro i quali intendono effettuare la ristrutturazione di un bagno d’ufficio o in azienda. Per avere i requisiti necessari alle detrazioni non è possibile sostituire unicamente piastrelle e ritinteggiare, ma l’intervento deve comprendere anche la modifica degli impianti elettrici e idraulici o interventi strutturali.

Nel caso in cui vengano sostituiti anche i sanitari, unitamente agli impianti, e le piastrelle, insieme a un intervento strutturale, è possibile detrarre la spesa. Questi interventi infatti rientrano nella classificazione di manutenzione straordinaria, ma non se svolti singolarmente. Fra queste è inclusa anche la rimozione delle barriere architettoniche per un disabile. Inoltre, è possibile usufruire di un’ulteriore detrazione sui mobili e i complementi d’arredo adibiti alla stanza ristrutturata del 50%, per un tetto massimo di 10.000 euro. Non esitate a chiedere ulteriori informazioni durante il consulto con i nostri esperti.

 

 

Quanto costa ristrutturare il bagno?

Il costo per la ristrutturazione del bagno può variare molto a seconda della qualità dei materiali utilizzati e le spese che sono comprese all’interno della tariffa.

Il nostro studio offre una formula “chiavi in mano” che comprende: allestimento del cantiere (comprensivo di ottenimento dei permessi necessari), demolizione e smaltimento materiali, infissi, piastrelle e rivestimenti, impianto elettrico e idraulico con certificazione, sanitari, caldaia o scaldabagno, rubinetteria. Il tutto per 450 €/mq.

I materiali utilizzati sono di media qualità e tutti noti nel settore, solo in questo modo è possibile avere un buon rapporto qualità/prezzo e la certezza di avere un bagno in grado di durare nel tempo.

Quali permessi è necessario richiedere prima di effettuare la ristrutturazione del bagno?

I permessi necessari dipendono sempre dal tipo di intervento che si intende effettuare e dipendono molto dal comune di appartenenza. Spesso richiedere le autorizzazioni è una pratica molto laboriosa, per questo motivo, ce ne occupiamo personalmente. Ciò non comporta costi aggiuntivi, ma è già compreso nella tariffa “chiavi in mano” che noi adottiamo.

 

 

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REGOLARIZZAZIONE IMMOBILI NON CENSITI – VARIAZIONI NON DICHIARATE

 

E’ fissato al  30 aprile 2011 il termine ultimo per regolarizzare la situazione degli

immobili  non censiti in catasto, o che, pur censiti, sono stati oggetto di variazioni non

dichiarate (in catasto), ma autorizzate con pratiche edilizie. I proprietari di tali fabbricati (o

titolari di diritti reali sugli stessi), devono presentare la  dichiarazione di aggiornamento

catastale. In pratica l’aggiornamento è richiesto in caso di  ampliamento, cambiamento

della destinazione d’uso, o in tutti i quei casi in cui le modifiche, anche interne, comportino

una  variazione della rendita catastale (ad es. il numero dei vani).

Le  variazioni da regolarizzare obbligatoriamente, secondo la circolare

2/2010 dell’Agenzia del Territorio, sono: la trasformazione di balconi in verande chiuse, la

trasformazione di sottotetti in ambienti abitabili, la costruzione di soppalchi, la realizzazione di

un secondo bagno, la trasformazione di un ripostiglio in un bagno, lo spostamento della cucina

in un altro ambiente, l’abbattimento di un tramezzo e la trasformazione di due o più ambienti

in un unico ambiente, la divisione di un ambiente di grandi dimensioni in due o più ambienti.

Le opere interne, che non modificano la consistenza, ad es. lo spostamento di una porta, di un

tramezzo, o una diversa distribuzione interna, nel rispetto della consistenza originaria (numero

vani), non rientrano nell’obbligo previsto.  Le pratiche catastali devono essere eseguite da

un tecnico abilitato, che effettua un sopralluogo e redige la domanda di iscrizione o di

variazione, completa di tutti i dati tecnici dell’immobile, e le planimetrie catastali. Gli

aggiornamenti, effettuati dopo il termine per la sanatoria, sono sanzionabili; ma se

le modifiche erano state  autorizzate ed  effettuate da oltre 5 anni, allora la sanzione si è

prescritta. Chi avesse realizzato delle  opere abusivamente, invece, dovrebbe procedere

prima alla  regolarizzazione dell’abuso urbanistico.

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Nuovo regolamento edilizio Milano

In data 26 novembre 2014, con la pubblicazione sul BURL Serie Avvisi e Concorsi n. 48, entra in vigore il testo del nuovo Regolamento Edilizio, che il Consiglio Comunale ha adottato con Deliberazione n. 9 del 14 aprile 2014 e approvato con Deliberazione n. 27 del 2 ottobre 2014.

Tra le novità principali e più interessanti del nuovo regolamento edilizio di Milano troviamo:

 

1) abolita la superficie minima dei servizi igienici che passa dai precedenti 3,50 mq di superficie con lato minimo 1,70 m per il bagno principale e 2,00 mq con lato minimo 1,20 m per il bagno secondario ad un unica misura da rispettare. Infatti tutti i nuovi bagni potranno avere superficie a piacere con le uniche condizioni di mantenere un lato minimo di 1,20 m e che il servizio contenga tutti i sanitari di minima dotazione (vaso, bidet, lavamani e vasca o doccia). Il wc ed il bidet potranno anche essere riuniti in un unico elemento. Da non dimenticare però il rispetto delle condizioni dovute ad illuminazione e aerazione dove però si rimanda alla visione del regolamento d’igiene vista la moltitudine di casistiche.

 

2) riduzione delle superfici minime delle camere da letto singola e doppia che passano rispettivamente dai precedenti 9 mq e 14 mq agli attuali 8 mq e 12 mq.

 

3) aumento della superficie minima dei soggiorni con cucina che passano dai precedenti 14 mq agli attuali 17 mq.

 

Ecco la pagina del sito del comune di Milano a questo LINK